emmoda nel corso dei seco… ehm. Decenni.

Posted: 6th ottobre 2006 by emmart in Senza categoria
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Ma sì, un pò è vero: la moda rispecchia come siamo, o come vorremmo essere, o come desideriamo essere visti. Il mio è un caso emblematico…

Anni 80
Ero mediamente paninara, ma non negli atteggiamenti, solo nell’abbigliamento (ho una scusante: ero piccola). Dentro di me già sapevo che odiavo i paninari, il loro modo idiota di parlare e cose così. Solo che a 10 anni era più facile, credo, chiedere alla mamma di comprarmi uno swatch o paio di scarpe da tennis verdi piuttosto che dirle di portarmi a fare un tatuaggio o di farmi la cresta punk. In ogni caso le Converse sono fashion pure adesso (il famoso ciclo di 20 anni della moda…), quindi se portassi ancora il 32 di piede potrei tirar fuori dalla soffitta il mio bel paio di All Star mummificate.

Anni 90
Mentre iniziavano a girare quegli orrendi jeans rossi (ma chi li ha inventati, mioddio…) e quelle tremenderrime camicione a quadri biancazzurre fintoeleganti con i colletti più alti del mantello di Dracula, piano piano mi sono trasformata in irish-rock. Colpa della musica, ovviamente. Quindi Doc Marten’s ai piedi, slacciate. Occhialini tondi da sole alla Sinéad O’Connor (mi sono anche semirasata i capelli, a 15 anni), vestitini stile Boho-chic o jeans anni 70, fino ad arrivare al periodo dark-flower (un flower-power ombroso, diciamo) degli ultimi anni del liceo, con gonnoni lunghissimi, maglie scure attillate, stivaletti.

Nuovo millennio
E poi… che è successo? E’ uscito fuori il mio spirito indie. Basta moda, basta miti, basta tutto.
Ho passato un periodo di rischiosa condivisione con un gayboy e una modella: mi vestivo come una pazza furiosa. Poi piano piano mi sono chetata e sono diventata casual. Ma proprio super-casual, fino al midollo. Con qualche rara eccezione (mi "conformo" tutt’oggi solo quando è strettamente indispensabile; per lavoro, ad esempio). Forse questo mio mantenere un low-profile rientra nella trasformazione genetica in "whiz kid", chissà!
Devo ammettere una cosa, però.
Adoro Jil Sander.
Se fossi milionaria comprerei solo capi firmati da lei.

  1. anonimo scrive:

    una visione molto interessante… il fatto che le converse si sono conservate cogli anni è da applauso… non so se è semplice culo o cosa… ossequi dal menagramo (mi trovi su http://www.speakers.diiablogando.it/main.php?blogid=7445)

  2. emmart scrive:

    diciamo che sono aperte dietro e sui lati, potrei utilizzarne i brandelli come portachiave vintage :D

  3. leetah scrive:

    Mi hai fatto ricordare vestiti che ho regalato alla Caritas nella speranza di dimenticarli per sempre.

    Stanotte sognerò i miei jeans rossi e sarà colpa tua.

    La pagherai, per questo.

  4. emmart scrive:

    …se avevi anche la borsa plastificata Naj-oleari ti meriti l’incubo :D

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