Dunque, tra circa 60 ore ci sarà un appuntamento di notevole importanza. Ovvero il concerto dei Lenoir al Cafè Atlantique, qui a Milano. Per ora siamo una quarantina di amici, dieci dei quali si fermeranno a dormire da me e Roui (dove esattamente campeggeranno ancora è da capire).
Mentre lei è ovviamente concentrata nel suo ruolo di cantantessa, pensa alle scalette, alla sala prove e al management della band, io dal canto mio sto iniziando ad avere dubbi sulla ‘vestizione’. Quale look? Contando che è un locale di fighetti, dovrò curare un pò più del solito il mio aspetto. Contando che è un concerto di rock/crossover, non posso però vestirmi da signorina dello Iulm. Contando poi che ho appena finito il trasloco e che ci sono ancora 400 scatoloni traboccanti di vestiti ficcati lì alla bell’e meglio, la questione si fa problematica: non solo non ho idea di cosa mettere, ma… anche se lo sapessi… non saprei dove diavolo trovare i vestiti!
Per ora i piedi sono a posto: stivali neri, tacco.
Posso farcela.
Poi, ecco, stasera devo andare all’Ikea a comprare tende, poltroncine, rastrelliere per scarpe. Rischio di farmi prendere dall’arcinota sindrome da mobilio svedese e lasciarci un capitale che non ho.
Ah, certo. Dimenticavo che il giorno successivo al concerto c’è la partita del San Vito in culonia. A Ottobiano. Ma che paese è? In sostanza dormirò circa un’ora.
Diciamo che a questo punto mi conviene rilassarmi un pò, domani. Finché sono in tempo.

PROVE tecniche della mia imbalsamazione – fallin in love with mr nekròs.
Prima di iniziare l’ imbalsamazione , l esterno del mio corpo viene lavato e strigliato , come se dovessi essere sistemato in una bara aperta , e mostrato ai miei famigliari. Ho del materiale in bocca . Rigurgito . Quel che era nel mio stomaco è risalito verso la bocca , tutto qui. I gas prodotti dai batteri aumentando , hanno messo sotto pressione lo stomaco rispedendo indietro il suo contenuto , verso l esofago e la bocca . Serve un aspiratore . Prima di accenderlo , avvicina una salvietta al mio mento e asciuga una macchia di una sostanza simile nell aspetto allo sciroppo di cioccolato ( ma di sicuro di gusto differente ). Quindi passa sul mio viso quella che io reputo essere una lozione dissifettante , molto simile alla schiuma da barba . E’ proprio schiuma da barba . Infila una lama nuova nel rasoio – Far la barba a un morto è tutta un altra cosa. La pelle non è in grado di cicatrizzarsi , quindi devi fare molta attenzione con i taglietti . Solleva una palpebra e inserisce un battufolo di cottone per riempire le pupille come erano una volta .: Stranamente la cultura che più associo al cotone , quella dell antico Egitto , per questo uso non se ne serviva _: al posto del cottone utilizzavano dei cipolloti ..CIPOLOTTI !!! GRRRRRRRRRRRR
sE PROPRIO dovessi farmi mettere sotto le palpebre una piccola guarnitura rotonda da cocktail
, preferirei un oliva greca..
Sopra il cottone ci vuole un paio di copriocchi _ La gente troverebbè sconvolgente vedermi con gli occhi aperti . Poi il naso . prima taglia i peli , poi disinfetta – Dà al deceduto un aria rispettabile .
L ultima cosa da sistemare è la bocca , perchè se non viene bloccata , resta aperta : con un uncinetto e un filo resistente cuce insieme mascella e mandibola – il trucco è passare nello stesso buco e dietro i denti – lui adesso stà uscendo dalla narice attraverso il setto , e rientrando dalla bocca. Ci sono molti modi per chiudere -aggiunge -poi passa a parlare di una cosa chiamata ” ago iniettore ” . Cerco di atteggiare la mia bocca in un espressione che somigli a quella di uno in preda al terrore , cosi riesco a …
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